I carnivori hanno un pessimo gusto

No, non si parla delle noiose ed inutili diatribe vegan vs onnivori che infestano ormai ogni angolo di internet, ma un mezzo follow-up sulla questione dei gatti e dell’aspirina.

Se vi ricordate, tra le altre cose in quel post si era detto che, essendo il gatto un ipercarnivoro, la sua dieta ha permesso che alcuni geni andassero alla deriva, diventando pseudogeni.

Un paper recente, pubblicato su PNAS, sostiene che il motivo per cui la dieta dei carnivori è carnivora, è dovuta  precisamente a degli pseudogeni.

I mammiferi, in generale, percepiscono generalmente 5 sapori: amaro, aspro, dolce, salato e umami.

Ciascuno di questi sapori ha il suo specifico recettore nelle papille gustative, e il dolce, il salato e l’umami vengono percepiti grazie al legarsi di questi recettori con proteine nel cibo.

I prodi ricercatori hanno quindi sequenziato i geni per questi recettori in 12 specie di mammiferi, inclusi animali alquanto esotici come :

Il protele, o aardwolf, un mammifero insettivoro africano

Il lisango fasciato (Priodon lisang), un carnivoro dell’indocina simile allo zibetto che mai avevo visto prima, ma che è alquanto puccioso.

E hanno trovato montagne di pseudogeni nei recettori gustativi.

Uno pseudogene è un gene che aveva una funzione, ma che ora l’ha persa. Se un gene è responsabile per una funzione importante in un organismo, gli individui che hanno una mutazione deleteria in quel gene saranno meno adattati, e lasceranno quindi meno figli in giro (sempre che riescano ad avere progenie). D’altro canto, se il gene aveva una funzione, ma non la ha più, le mutazioni possono tranquillamente accumularsi nello pseudogene, senza nessun danno per la fitness. Normalmente, le mutazioni in uno pseudogene si fissano, ovvero diventano presenti in più dell’1% degli individui, per ragioni casuali, che dipendono per lo più dalle dimensioni della popolazione che può incrociarsi.

In questo caso però la pseudogenizzazione sembra essere collegata a ragioni funzionali.

I puntini rossi indicano le mutazioni nelle varie parti di gene. Ciascun puntino rosso è una mutazione inattivante del gene Tas1r2, il recettore per il dolce. Il gene, e quindi la proteina, è intatta nel cane, ma è inutilizzabile in tanti altri carnivori, che mai potranno conoscere il piacere della dolcitudine.

Il risultato generale è che le proteine recettrici per il gusto diventano inattivate se l’animale non incontra spesso quel sapore nella sua dieta, e quindi non ha bisogno dei recettori per sapere se sta mangiando la cosa giusta.

Non solo, gli animali che mangiano il cibo inghiottendolo a pezzettoni, senza masticarlo, come i delfini e i leoni marini, hanno K.O anche il recettore per l’umami e dell’amaro; non sentendo alcun sapore, hanno ben pochi motivi per non inghiottire tutto quello che gli capita a tiro e gustare il loro pranzo.

L’albero filogenetico del recettore per il dolce ci aiuta a rispondere alla domanda ” Ma sono carnivori perché hanno perso i recettori del dolce, o hanno perso i recettori del dolce perché sono carnivori ? “.

Nella figura, ciascun diamante rappresenta una specie in cui il recettore del dolce è uno pseudogene. Si può vedere come più volte, il gene è andato Ko in maniera indipendente. Ad esempio, il Fossa del Madagascar, predatore di lemuri, non sente il dolce, ma un suo vicino parente, la mangusta gialla, apprezza i gelati. Questo indica che la perdita del gene è avvenuta più volte in maniera indipendente, piuttosto che una singola volta in un antenato comune. L’eccezione sono il leone marino e le foche, in cui l’inattivazione deve essere avvenuta nel loro antenato pinnipode.

Questo suggerisce che la specializzazione alimentare a causare la perdita dei geni per il dolce, e non viceversa.

Quando il vostro gatto va a leccare il latte, non sente alcun tipo di dolcezza, ma presumibilmente qualcosa di più formaggioso. Un delfino che inghiotte un pesce potrebbe benissimo inghiottire una scatola di scarpe, e non si accorgerebbe della differenza di sapore.

Se siete golosi di dolciumi, la colpa è  solo dei vostri antenati onnivori.

Questi micini preferiscono il sangue.

  1. Molto interessante, ma non vale a senso unico.
    Molti hanno ipotizzato, ad esempio, che nel panda la perdita del recettore umami sia collegata allo shift verso una dieta interamente erbivora 😛

  2. Molto interessante. Queste sono pillole davvero gustose (per rimanere in tema), anche se poco saccenti devo dire…;)

    Si spiegano molte cose poi sul cane di mio zio.

  3. MM OWNS THE WOOOOORLD!

    Commento molto poco Science.

  4. Avevo messo mi piace al blog, poi ho visto il commento qui di quelli di in difesa della sperimentazione animale e mi sono pentita. Che schifo.

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