Archivio Autore: Alessandro Tavecchio

Ragù di Scienza 6 – T-rex rumorosi a basso costo e microsatelliti nel DNA

Il sesto episodio di Ragù di Scienza è dedicato al becero tecno-ottimismo esponenziale, anche per compensare gli ultimi due episodi vagamente depressi di fila. Con *leggermente* meno tangenti insensate del solito, tra le altre cose in questo episodio si parla di:

-Genoma da mille dollaros
-Lampi gamma, lampi gamma ovunque
-ELT, VLT e nomi intelligenti dati a telescopi da astronomi molto intelligenti.
-Sequencing. In. SPAAAAACE.
-Sequenziamento de novo e de vecio
-Adrian si entusiasma per i microsatelliti sbagliati
-Microarray e lab-on-chip
-Elisa si entusiasma per gli Array sbagliati
-SKA e il lato positivo di tanti rilevatori in paesi emergenti
-Pulcini di T.rex! Mammuth domestici!
-SKA, Event Horizon, e sfere stroboscopiche
-Montagne di dati, rumore di fondo, cose che smettono di essere interessanti perché travolti da troppe cose buone

Insomma, il solito pentolone di cose sulla carta interessanti spiegate in maniera improvvisata. Come piace a voi (?).

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Se volete spargere questo podcast come fosse DNA codificante per #qualchegioia, la nostra fitness ne guadagnerebbe e ne saremmo contenti.

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Ragù di Scienza Ep 5 – Il fallimento dell’Astrofisica

Hehehehehe.

Nel quinto episodio di Ragù di Scienza Elisa ci racconta di Chandrasekar che sulla sua barchetta si inventa i buchi neri, ma in qualche modo riusciamo a finire depressi per colpa di solounaltropostdoc.wordpress.com. Ha senso nel contesto. Altre cose di cui finiamo a parlare includono:

– Scattering di Raman
– Legge di Stiegler della non eponimia delle cose eponime
– I premi Nobel che sono obsoleti
– La ricerca che non osa
– L’Effetto San Matteo
– $$$$ $$$$$ $$$$$
– I Big Data ci salveranno tutti (?)
– La fantascienza che non è più abbastanza fanta (secondo Elisa)
– La cultura del fallimento
– Non vogliamo (veramente) andare su Marte
– L’astrofisica è obsoleta (hehehehe).

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Ragù di Scienza EP4 – Carri Armati Bioluminescenti Volanti

Oggi dal pentolone del Ragù è uscito un episodio proprio ottimistico e spensierato. Vabbé, complessivamente l’argomento che è saltato fuori è la scienza e il complesso militare-industriale, e tra le altre cose si parla en passant di:

– Di sottomarini da guerra e plankton luminescente
– Superconductive Supercollider
– Pisellometri Spaziali
– Penicillina, Fleming, Florey & Chain
– Progetto Manhattan
– Missione Rosetta e tempi della scienza
– Carri Armati Volanti (Antonov A-40) & Cani esplosivi
– #PoveraCarla
– Quando/come nasce lo scienziato-celebrità
– La storia inquietante di Fritz Haber
– I risultati della scienza nazista e la scienza della tortura
– Telescopi dirottati e telescopi donati

Insomma, fortuna che abbiamo Adrian ed Elisa che sono due raggi di sole e ottimismo, perché è un episodio pieno di storie che potevano finire peggio.

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Ragù di Scienza Ep 3 – Bruchi Vittoriani Contro L’Etere

Il terzo episodio di Ragù di Scienza è bastimento carico carico di ipotesi e teorie sbagliate che però ci piacciono (o non ci piacciono?) per vari motivi. E non capisco come si finisce a parlare di:
– Bruchi & dinosauri che soffrono di allergie
– Terre cave e geologia delle origini
– Equivoci sulle dimensioni degli asteroidi
– Isteria da cometa e isteria da sessismo
– Miasmi e curare le erezioni con le sanguisughe (no serio)
– Semmelweis (Che era ungherese non polacco) & Lister (che era effettivamente seguace di Pasteur)
– Hubble, come si stava peggio quando di galassie ce n’era una sola, e Euclid
– Materia oscura, flogisto, etere, e come ogni tanto esistono cose che non esistono
– Formazione planetaria, da Juno a Kepler, alla facciazza degli studenti ingrati del futuro

Niente Jeeg Robot e Strade di San Francisco però.

Disclaimer standard: è tutto improvvisato e andiamo principalmente a memoria, ergo se qualcosa non vi torna non prendeteci in parola ma fact-checkate dal vostro debunker di fiducia.

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Ragù di Scienza Ep 2 – Data never dies

Okay, tecnicamente Data si sacrifica e muore in Star Trek Nemesis (spoiler?), ma il titolo si riferisce ad altro.

Nel secondo episodio del Podcast che stimola il vostro appetito per la scienza, Elisa è responsabile dello studio e decide di giocare in casa parlando di SWIFT e lampi gamma, con l’idea di parlare di dati raccolti inizialmente per uno scopo e poi usati per tutt’altro. Si finisce a parlare di astrologia, l’ipotesi planet nine, Henrietta Lacks, trappi del deccan, scoprire asteroidi, citizen science, e probabilmente una delle peggiori spiegazioni del paradosso del plankton mai viste nella storia dell’uomo.

Al solito, siccome è tutto improvvisato e andiamo in largherrima parte a memoria, non prendeteci esattamente in parola.

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Ragù di Scienza Ep 1 – Facciamo piangere gli scienziati

Nel primo, sfantavoloso episodio di Ragù di Scienza, Adrian “Link4Universe” Fartade, Alessandro “Prosopopea” Tavecchio ed Elisa “Astrofisica in pigiama” Nichelli chiaccherano e fanno voli pindarici sulla scienza esplorando i vari argomenti che saltano fuori e cercando di fare i simpatici.

Spunto della settimana: La sonda Juno scopre che Giove ha una struttura interna tutta diversa da quello che credevamo. Da lì ci lanciamo in contorsioni su scoperte che hanno complicato modelli che credevamo semplici.

Siccome tutto è improvvisato e impreparato probabilmente abbiamo detto anche qualche stupidata. Prendete sempre tutto cum grano salis (che è buona norma sempre per tutti i podcast).

La qualità audio di questo primo episodio non è il massimo perché stavamo ancora sperimentando. Dal secondo abbiamo cominciato a fare double enders quindi migliora vertiginosamente.

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Felci, cromosomi e fossili viventi

Le felci dominavano la terra durante il tardo devoniano, circa 350 milioni di anni fa. Erano antenate lontane di quelle che ancora si trovano più o meno in ogni angolo della terra: la maggior parte delle famiglie odierne di felci compare solo 150 milioni di anni fa, nel Cretaceo, quando i dinosaursi se la spassavano. Per cui le felci sono antiche, antichissime, ma quasi nessuno tira fuori il classico luogo comune “fossili viventi”.

Ora, un lettore, (Andrea, che ringrazio), vedendo le mie condivisioni di fossili improbabili ma presumibilmente non sapendo quanto mi sta sul cazzo il termine “fossili viventi”, mi ha linkato un articolo del 2014 con un ritrovamento semplicemente allucinante.

Un team di scienziati ha ritrovato, nell’odierna svezia, dei fossili di felci risalenti circa a 180 milioni di ani fa. In uno di quelle combinazioni che escono dai sogni bagnati dei paleontologi, questa felce è rimasta intrappolata in un deposito di brine idrotermali (praticamente acqua salata piena di minerali) e poi completamente ricoperta da cenere vulcanica. Visto la peculiare forma di fossilizzazione, per ragioni sassologiche che sfuggono alla mia comprensione nel fossile sono rimaste una montagna di dettagli. Quanti dettagli? Beh lo potete vedere in foto: non solo si vedono le cellule, non solo si vedono i nuclei nelle cellule, ma si vedono i cromosomi nei nuclei di cellule in vari stadi durante la mitosi. Una di quelle botte di culo che è difficile spiegare in parole, perché hai ancora la mascella slogata da quanto ti si è aperta la bocca la prima volta che vedi un fossile del genere.

Uno dei "fossili viventi" sulla destra, e l'immagine 1 dal paper con la microscopia del fossile

Il fossile sulla sinistra, l’immagine D in particolare è roba che mi manda fuori di testa, e uno dei “fossili viventi” sulla destra

Ecco, usando tecniche di microscopia avanzata, i ricercatori hanno potuto confrontare la felce fossile con le specie moderne che gli somigliano di più, e hanno scoperto che ha lo stesso numero di cromosomi e la stessa dimensione nucleare di una felce moderna abbastanza comune, Osmundastrum cinnamomeum, a destra nella fotina. Ergo, sbam, sta felce è rimasta uguale a quando c’erano i dinosauri 180 milioni di anni fa, è un “fossile vivente”. Ma anche no.

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Note da ” Percorsi di Scienze Integrate a Palermo “

Di solito non faccio post di questo genere qui ma se non fate parte di quei 60 diretti interessati abbiate pazienza.

Tramite Italia Unita Per La Scienza, su invito della meravigliosa associazione Natura Vivente, ieri ho fatto una rapidissima toccata e fuga a Palermo come relatore invitato al corso “Percorsi di Scienze Integrate: Approcci Metodologici Interdisciplinari” per docenti di scienze delle scuole medie e superiori, promosso ineieme all’Università degli Studi di Palermo e all’Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali.

Un’esperienza bellissima, un’accoglienza calorossissima, per un corso di aggiornamento per insegnanti che è stato di un efficacia e di un successo pazzesco, veramente un percorso integrativo che dà strumenti agli insegnanti e non solo vaghe parole.
Poi, certo, hanno invitato me come relatore, ma anche i migliori a volte sbagliano.

Ad ogni modo: molti degli insegnanti (che erano per gli occasione gli studenti) volevano le mie slides sulla questione della polarizzazione online: potete scaricarle QUI. Non so quante informazioni si possono tirare fuori se non avete seguito il discorso contorto dal vivo ma potete provarci.

Una cosa da cui invece presumibilmente si possono tirare fuori un sacco di informazioni, e che ho citato più volte nel corso della presentazione stessa, è il bigino su Communicating Science Effectively che ho fatto qualche mese fa. Ovviamente ho avuto bisogno di andare a Palermo in giornata per rendermi conto nel mezzo della presentazione che bigino è un termine dialettale lombardo e che nessuno avesse idea di cosa stessi parlando. In ultimo, il video su Youtube con Adrian di Link2Universe che ho usato come esempio di comunicazione video autentica/disintermediata, se avete veramente il coraggio di sentirmi parlare per 2 ore di CRISPR/Cas9 e roba del genere.

Di nuovo grazie a tutti, e magari ripeteremo il prossimo anno.

Quante calorie assumo se mangio un essere umano?

Mangiare un essere umano maschio adulto, viscere escluse (solo muscolo), fornisce grossomodo 32376 calorie.
Se siete comunisti invece, la carne di un bambino di 5 anni vale circa 3233 calorie, che è molto più conveniente di quella di un infante, che è invece solo 662 calorie. Utili se volete fare una dieta ipocalorica.

Vabbé, insomma: sappiamo piuttosto bene da reperti archeologici sparsi in girò più o meno in tutto il mondo che la paleo dieta dei nostri antenati conteneva, ehm, altri nostri antenati. Fino anche a tempi più recenti di 10 mila anni fa, quando eravamo più organizzati e li si cucinava prima di mangiarli.

Perché però ci si dava al cannibalismo è una questione parecchio controversa. Era roba rituale? Era perché la carne umana è proprio buona? Si ammazzava il vicino in tempi di carestia e di disperazione?

Bene, continuamo a non saperlo (almeno non con certezza), ma uno studio divertente è uscito su Scientific Reports che ha stimato i contributi nutrizionali degli esseri umani per vedere se ai nostri amici cannibali conveniva.

Un femore umano con segni di denti umani ritrovato in Spagna, risalente a circa 10mila anni fa. GNAM!

Eh, insomma: gli esseri umani sono animali come gli altri anche a livello di contenuto calorico se paragonati a mammiferi più o meno delle nostre stesse dimensioni. E sì, una tribu di venticinque persone poteva forse sfamarsi per un giorno intero con un singolo umano ben pasciuto, ma sappiamo che i nostri antenati in quel periodo cacciavano robe ben più grosse, grasse e facili da ammazzare, come mammuttoni o bradipi terricoli giganti, con cui ci si sfamava per giorni o settimane.

Per cui l’idea di un cannibalismo nutrizionale, escluse forse forse le situazioni di carestia più estreme, è forse da scartare. Certo, lo studio ha le sue incertezze: le stime si basano solo sulle composizioni chimiche di sapiens maschi di varia età. Magari una Neanderthal femmina giovane sarebbe un pasto ideale e non lo sappiamo.

E poi, oh, de gustibus non disputandum.

Paper di riferimento (OA):
Assessing the calorific significance of episodes of human cannibalism in the Palaeolithic, James Cole
http://www.nature.com/articles/srep44707

Fotina da: “Funerary practices or food delicatessen? Human remains with anthropic marks from the Western Mediterranean Mesolithic”

http://www.sciencedirect.com/…/article/pii/S0278416516301702

6 anni di Prosopopea!

Zomg raga, sei anni dopo un relativamente orrible articolo su bradipi giganti è di nuovo arrivato quel giorno dell’anno in cui questo blog raggiunge un traguardo del tutto arbitrario ed insignificante e ci prendiamo gioco della gente che cerca cose strambe su google e finisce su questo miserrimo blog.

Io vi lovvo tantissimo di bene grazie per ogni volta che mi leggete che mi avete condiviso etc. etc.

C’è chi segue questo blog perché ama gli animali, e chi un po’ meno.

Come ormai da qualche anno, il l’articolo sul perché l’aspirina fa male ai gatti continua ad essere il più letto di sempre, e non sono esattamente sicuro se ho più salvato la vita a gatti da padroni bene intenzionati ma irresponsabili o condannato ad una morte orribile dei poveri felidi innocenti. RAGA NON AMMAZZATE I GATTI PER DIO SPECIALMENTE NON CON L’ASPIRINA E’ UNA MORTE ORRIBILE

Affermazioni azzardate e domande esistenziali a cui è difficile dare risposta

Alcune domande hanno una curiosità infantile e un candore che non posso fare a meno di immaginare un bimbo puccioso con le dita sporche di nutella che googla cose a caso e trova per sbaglio questo blog pieno di torpiloquio e ciarpame.

Nonostante il bradipo sia il mio animale totem questa è un’ottima domanda, ho dovuto googlarlo anche io. I bradipi del genere Bradypus erano già nella tassonomia di Linneo, fanno la loro prima comparsa nella 10ma edizione del Systema naturae del 1758. Ovviamente gli autoctoni, specialmente del sud america, sicuramente conoscono i bradipi da tempi preistorici (Visto che si mangiavano anche i loro cugini terricoli) ma in europa il primo a separare i bradipi in una loro famiglia e rendersi conto che erano imparentati con i pangolini fu proprio il caro Linneo, che ha pure un bradipo che porta il suo nome.

Psst, raga, ve dico un segreto: gli esseri umani sono animali.
Adesso però se siete una azienda coreana che segretamente sta lavorando al clonaggio di bradipi preistorici giganti tocca a voi rivelarmi questo segreto. MEGATHERIUM VIVE E LOTTA CON NOI

Chissà se questo cercava una scusa per giustificare i suoi pregiudizi o un martello da pestare in testa ad un suo avversario retorico. Oh comunque se leggete Prosopopea siete sicuramente persone di classe AAA risparmio energetico.

Prosopopopea per l’educazione sessuale. 

(le formiche hanno un cosino che è simile ad un cuore collocato nel loro addome, che si strizza e spinge l’emolinfa [il loro sangue che non è proprio sangue] in giro per il loro sistema circolatorio aperto. Proprio come me.)

E direi che con questa perfetta profilazione da parte di google del vostro anfitrione come persona che non ha calore umano possiamo chiudere quest’anno in bellezza.

Ad maiora!