Ragù di Scienza 9 – Cervelli Radioattivi alla Conquista di Marte – Con Stefano Bertacchi

Nello speciale episodio numero 9 di Ragù di Scienza aggiungiamo un posto a tavola per il biotecnologo, autore e caro amico Stefano Bertacchi, portando finalmente l’equilibrio tra astrocosi e biocosi. Con lui parliamo di:

  • Il codice colore del biotech
  • E.colonizer e biotech nello spazio
  • Ma è eticamente accettabile terraformare Marte?
  • Ma se troviamo vita aliena, sapremmo riconoscerla?
  • Nuclearizziamo cose a caso, tipo la luna e i poli di Marte
  • Neurogenesi e bombe atomiche
  • Marketta estemporanea allo strapremiato Geneticamente Modificati

E come promesso abbiamo recuperato un po’ di biocose perse dall’ultimo episodio, per lo più astrobiocose, così quella pandorista di Elisa non piange troppo.

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Se volete spargere questo podcast come fossero perclorati nel suolo marziano che lentamente avvelenano qualsiasi cosa, ve ne saremmo molto grati. Siamo leggermente meno tossici.

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Ragù di Scienza 8 – Cose che fanno esplodere il cervello (tranne l’astronomia a raggi X)

Nell’ottavo episodio di Ragù di Scienza Elisa mi fa esplodere il cervello parlando di buchi neri senza singolarità e universo senza big bang, ma dopo che è tutto ben sgocciolato fuori dal naso alla maniera egizia parliamo anche di:

– Venere Pluviale (ma anche no)
– Abbiamo capito tutto della formazione planetaria (ma anche no)
– Abbiamo capito tutto dell’origine della luna (ma anche no)
– Il modello di copernico era meglio del modello di tolomeo (ma anche no)
– Guardiamo più alle cose lontane che alle cose vicine (ma anche no)
– Tecniche, lavori di grosso, lavori di fino, e medley vari di concetti degli episodi precedenti
– L’astronomia a raggi X è obsoleta, specificamente dal giorno in cui Elisa ha cominciato ad occuparsene
– I dati sono come i canditi nel panettone #teampanettoneforevah

Una buona puntata da sentire per cominciare se avete skippato tutte le precedenti e non vi fate spaventare dall’Intro super-weird di Adrian. Anche se quasi niente biocose a sto giro, recupereremo con il doppio la prossima volta.

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Se volete spargere questo podcast come fosse un raggio gamma altamente energetico che colpisce l’atmosfera e genera una pioggia di particelle, ve ne saremmo molto grati.

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Ragù di Scienza 7 – Gaffe scientifiche sotto pianeti a sorpresa pieni di vodka

Nel settimo episodio di Ragù di Scienza ridiamo di cose che ai tempi non facevano ridere nessuno. Più o meno. Dopodiché ridiamo di Elisa che non sa fare i titoli. Nel calderone finiscono:

– Deep Space 2, Beagle 2, Schiapparelli, che porta sfiga
– Lunakod, Luna, e la faccia umana più famosa nello spazio
– ” O la prova definitiva del Big Bang o cacca di piccione ”
– Le grosse palle di legno di Dalton
– Acciaio! Ferro meteorico!
– Gente che non vuole vedere stelle nuove, gente che guarda macchie solari a occhio nudo
– Galileo ha quasi scoperto un intero nuovo pianeta
– Il pianeta di Re Giorgio e l’antimercurio Vulcano
– Leon Fredericq e la contrazione del muscolo
– Ismael Bullialdus e le stelle variabili <- che era nel 600 e non nell’800 BTW facciamo per una volta l’errata corrige
– Adrian si dimentica che voi non vedete il video forse perché ha bevuto troppa vodka perfetta
– Eclissi, Prussiani, e #MaiNaGioia
– Elisa non sa fare i titoli

E sì, vabbé, il titolo completo che voleva quella pazza era “Gaffe Scientifiche da nascondere sotto il tappeto e pianeti a sorpresa su cui puoi trovare la vodka perfetta”. Da cui il pratico hashtag #GaffeScientificheDa nascondereSottoIlTappetoEPianetiASorpresaSuCuiPuoiTrovareLaVodkaPerfetta che sono sicuro andrà nei trending su twitter.

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Se voleste diffondere questo podcast come monete con Lenin per il sistema solare ve ne saremmo molto grati.

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Ragù di Scienza 6 – T-rex rumorosi a basso costo e microsatelliti nel DNA

Il sesto episodio di Ragù di Scienza è dedicato al becero tecno-ottimismo esponenziale, anche per compensare gli ultimi due episodi vagamente depressi di fila. Con *leggermente* meno tangenti insensate del solito, tra le altre cose in questo episodio si parla di:

-Genoma da mille dollaros
-Lampi gamma, lampi gamma ovunque
-ELT, VLT e nomi intelligenti dati a telescopi da astronomi molto intelligenti.
-Sequencing. In. SPAAAAACE.
-Sequenziamento de novo e de vecio
-Adrian si entusiasma per i microsatelliti sbagliati
-Microarray e lab-on-chip
-Elisa si entusiasma per gli Array sbagliati
-SKA e il lato positivo di tanti rilevatori in paesi emergenti
-Pulcini di T.rex! Mammuth domestici!
-SKA, Event Horizon, e sfere stroboscopiche
-Montagne di dati, rumore di fondo, cose che smettono di essere interessanti perché travolti da troppe cose buone

Insomma, il solito pentolone di cose sulla carta interessanti spiegate in maniera improvvisata. Come piace a voi (?).

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Se volete spargere questo podcast come fosse DNA codificante per #qualchegioia, la nostra fitness ne guadagnerebbe e ne saremmo contenti.

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Ragù di Scienza 5 – Il fallimento dell’Astrofisica

Hehehehehe.

Nel quinto episodio di Ragù di Scienza Elisa ci racconta di Chandrasekar che sulla sua barchetta si inventa i buchi neri, ma in qualche modo riusciamo a finire depressi per colpa di solounaltropostdoc.wordpress.com. Ha senso nel contesto. Altre cose di cui finiamo a parlare includono:

– Scattering di Raman
– Legge di Stiegler della non eponimia delle cose eponime
– I premi Nobel che sono obsoleti
– La ricerca che non osa
– L’Effetto San Matteo
– $$$$ $$$$$ $$$$$
– I Big Data ci salveranno tutti (?)
– La fantascienza che non è più abbastanza fanta (secondo Elisa)
– La cultura del fallimento
– Non vogliamo (veramente) andare su Marte
– L’astrofisica è obsoleta (hehehehe).

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Se voleste condividere e raccomandare ai vostri amici per assicurarvi che il Podcast ci fa piacere, ma insomma, anche se non lo fate, ormai ho imparato a processare il fallimento. Più o meno.

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Ragù di Scienza 4 – Carri Armati Bioluminescenti Volanti

Oggi dal pentolone del Ragù è uscito un episodio proprio ottimistico e spensierato. Vabbé, complessivamente l’argomento che è saltato fuori è la scienza e il complesso militare-industriale, e tra le altre cose si parla en passant di:

– Di sottomarini da guerra e plankton luminescente
– Superconductive Supercollider
– Pisellometri Spaziali
– Penicillina, Fleming, Florey & Chain
– Progetto Manhattan
– Missione Rosetta e tempi della scienza
– Carri Armati Volanti (Antonov A-40) & Cani esplosivi
– #PoveraCarla
– Quando/come nasce lo scienziato-celebrità
– La storia inquietante di Fritz Haber
– I risultati della scienza nazista e la scienza della tortura
– Telescopi dirottati e telescopi donati

Insomma, fortuna che abbiamo Adrian ed Elisa che sono due raggi di sole e ottimismo, perché è un episodio pieno di storie che potevano finire peggio.

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Ragù di Scienza 3 – Bruchi Vittoriani Contro L’Etere

Il terzo episodio di Ragù di Scienza è bastimento carico carico di ipotesi e teorie sbagliate che però ci piacciono (o non ci piacciono?) per vari motivi. E non capisco come si finisce a parlare di:
– Bruchi & dinosauri che soffrono di allergie
– Terre cave e geologia delle origini
– Equivoci sulle dimensioni degli asteroidi
– Isteria da cometa e isteria da sessismo
– Miasmi e curare le erezioni con le sanguisughe (no serio)
– Semmelweis (Che era ungherese non polacco) & Lister (che era effettivamente seguace di Pasteur)
– Hubble, come si stava peggio quando di galassie ce n’era una sola, e Euclid
– Materia oscura, flogisto, etere, e come ogni tanto esistono cose che non esistono
– Formazione planetaria, da Juno a Kepler, alla facciazza degli studenti ingrati del futuro

Niente Jeeg Robot e Strade di San Francisco però.

Disclaimer standard: è tutto improvvisato e andiamo principalmente a memoria, ergo se qualcosa non vi torna non prendeteci in parola ma fact-checkate dal vostro debunker di fiducia.

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Ragù di Scienza 2 – Data never dies

Okay, tecnicamente Data si sacrifica e muore in Star Trek Nemesis (spoiler?), ma il titolo si riferisce ad altro.

Nel secondo episodio del Podcast che stimola il vostro appetito per la scienza, Elisa è responsabile dello studio e decide di giocare in casa parlando di SWIFT e lampi gamma, con l’idea di parlare di dati raccolti inizialmente per uno scopo e poi usati per tutt’altro. Si finisce a parlare di astrologia, l’ipotesi planet nine, Henrietta Lacks, trappi del deccan, scoprire asteroidi, citizen science, e probabilmente una delle peggiori spiegazioni del paradosso del plankton mai viste nella storia dell’uomo.

Al solito, siccome è tutto improvvisato e andiamo in largherrima parte a memoria, non prendeteci esattamente in parola.

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Ragù di Scienza 1 – Facciamo piangere gli scienziati

Nel primo, sfantavoloso episodio di Ragù di Scienza, Adrian “Link4Universe” Fartade, Alessandro “Prosopopea” Tavecchio ed Elisa “Astrofisica in pigiama” Nichelli chiaccherano e fanno voli pindarici sulla scienza esplorando i vari argomenti che saltano fuori e cercando di fare i simpatici.

Spunto della settimana: La sonda Juno scopre che Giove ha una struttura interna tutta diversa da quello che credevamo. Da lì ci lanciamo in contorsioni su scoperte che hanno complicato modelli che credevamo semplici.

Siccome tutto è improvvisato e impreparato probabilmente abbiamo detto anche qualche stupidata. Prendete sempre tutto cum grano salis (che è buona norma sempre per tutti i podcast).

La qualità audio di questo primo episodio non è il massimo perché stavamo ancora sperimentando. Dal secondo abbiamo cominciato a fare double enders quindi migliora vertiginosamente.

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Felci, cromosomi e fossili viventi

Le felci dominavano la terra durante il tardo devoniano, circa 350 milioni di anni fa. Erano antenate lontane di quelle che ancora si trovano più o meno in ogni angolo della terra: la maggior parte delle famiglie odierne di felci compare solo 150 milioni di anni fa, nel Cretaceo, quando i dinosaursi se la spassavano. Per cui le felci sono antiche, antichissime, ma quasi nessuno tira fuori il classico luogo comune “fossili viventi”.

Ora, un lettore, (Andrea, che ringrazio), vedendo le mie condivisioni di fossili improbabili ma presumibilmente non sapendo quanto mi sta sul cazzo il termine “fossili viventi”, mi ha linkato un articolo del 2014 con un ritrovamento semplicemente allucinante.

Un team di scienziati ha ritrovato, nell’odierna svezia, dei fossili di felci risalenti circa a 180 milioni di ani fa. In uno di quelle combinazioni che escono dai sogni bagnati dei paleontologi, questa felce è rimasta intrappolata in un deposito di brine idrotermali (praticamente acqua salata piena di minerali) e poi completamente ricoperta da cenere vulcanica. Visto la peculiare forma di fossilizzazione, per ragioni sassologiche che sfuggono alla mia comprensione nel fossile sono rimaste una montagna di dettagli. Quanti dettagli? Beh lo potete vedere in foto: non solo si vedono le cellule, non solo si vedono i nuclei nelle cellule, ma si vedono i cromosomi nei nuclei di cellule in vari stadi durante la mitosi. Una di quelle botte di culo che è difficile spiegare in parole, perché hai ancora la mascella slogata da quanto ti si è aperta la bocca la prima volta che vedi un fossile del genere.

Uno dei "fossili viventi" sulla destra, e l'immagine 1 dal paper con la microscopia del fossile

Il fossile sulla sinistra, l’immagine D in particolare è roba che mi manda fuori di testa, e uno dei “fossili viventi” sulla destra

Ecco, usando tecniche di microscopia avanzata, i ricercatori hanno potuto confrontare la felce fossile con le specie moderne che gli somigliano di più, e hanno scoperto che ha lo stesso numero di cromosomi e la stessa dimensione nucleare di una felce moderna abbastanza comune, Osmundastrum cinnamomeum, a destra nella fotina. Ergo, sbam, sta felce è rimasta uguale a quando c’erano i dinosauri 180 milioni di anni fa, è un “fossile vivente”. Ma anche no.

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