I microbiomi non sono una novità

Ultimamente c’è un sacco di gente che si fa le seghe a due mani sul microbioma umano: ” Ohibò i batteri che hai nell’intestino determinano se ingrassi o meno ” “Ohibò il microbioma influenza se sviluppi allergie o meno ” e via di questo passo. Non passa una settimana senza che non esca qualche lancio stampa su qualche implicazione sulla salute dei microorganismi che vi vivono dentro/addosso.

Ma non è mica che il microbioma è un’idea nuova. Cioè, è un campo di ricerca nuovo perché prima era complicato studiarlo, ma al di là di quello, gli amici piantologi vegetali ste robe l’avevano già messe in conto negli anni 50, quando ha cominciato a diventare popolare il termine fillosfera, cioè le foglie e le altre parti visibili della pianta come habitat dei micro-organismi. I piantologi ci sono arrivati prima non solo perché sono più sgamati della media, ma perché già sapevano bene l’importanza delle comunità batteriche vicino alle radici delle piante, la rizosfera, han fatto 2+2 e si son dati pacche sulle spalle tra di loro.

Photocredits: La muffa grigia che se magna un grappolo d'uva, foto di Tom Maack via Wikimedia Commons, su licenza CC BY-SA 3.0

Photocredits: La muffa grigia che se magna un grappolo d’uva, foto di Tom Maack via Wikimedia Commons, su licenza CC BY-SA 3.0

E da allora diligentemente studiano cosa di microscopico vive sulle piante e come influenza la patogenicità e la resistenza senza che il mondo esterno ci faccia molto caso. Ultimo esempio nonché ragione scatenante di questo post: se sulle foglie di Arabidopsis, la solita pianta modello, abita un particolare ceppo di Pseudomonas, la pianta diventa resistente alla muffa grigia, un fungo terribile che massacra la vite. Sì sa da mò che i batteri sono importante per questa infezione, tanto che si usa la “lotta microbiologica” come forma di lotta integrata, perché sto fungo diventa resistente alla svelta. La novità è che se si identificano le specie e i meccanismi fare sta lotta microbiologica diventa più semplice.

Quindi, niente. Microbioma è la buzzword di questo periodo, tanto che se non avessi cercato microbioma su pubmed sto articolo non lo trovavo, ma non è che è scientificamente un concetto nuovo. No che poi sennò i biologi sembriano tutti scemi che nessuno si era detto “Moh ma sta roba che ci vive addosso sarà mica importante?” prima del 2010. Invece siamo svegli. Specialmente i piantologi.

Paper pretesto: The microbiome of the leaf surface of Arabidopsis protects against a fungal pathogen
DOI: 10.1111/nph.13808

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